Stanziati oltre 4 milioni a sostegno di famiglie e persone fragili per il 2026

La Giunta regionale su proposta dell'assessore regionale al Sociale, Paola Roma, ha approvato le Linee di indirizzo per sostenere le famiglie con figli minori rimasti orfani, i nuclei monoparentali, i genitori separati o divorziati in difficoltà economica e le famiglie numerose. Il provvedimento definisce un quadro unitario di azioni e risorse per il 2026 di 4.035.114,07 euro, destinato ai 24 Ambiti Territoriali Sociali del Veneto.
“Confermiamo che il sostegno alla famiglia è una priorità delle politiche sociali regionali - dice l'assessore regionale al Sociale, Paola Roma -. Abbiamo scelto di investire oltre 4 milioni di euro a favore di chi affronta condizioni di maggiore difficoltà: ragazzi che hanno perso uno o entrambi i genitori, genitori soli, persone che stanno attraversando le conseguenze economiche di una separazione o di un divorzio e nuclei numerosi.
Sono situazioni diverse, ma accomunate dalla necessità di poter contare su una rete di sostegno capace di rispondere ai bisogni reali". Le risorse complessivamente disponibili per il 2026 comprendono 2.631.346,95 euro già programmati attraverso il Fondo nazionale per le Politiche Sociali e ulteriori 1.403.767,12 euro, di cui 1,4 milioni stanziati direttamente con risorse regionali. In particolare, 600 mila euro sono destinati agli interventi per le famiglie con figli minori rimasti orfani e 800 mila euro al sostegno delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in situazioni di difficoltà economica.
Si aggiungono 3.767,12 euro di risorse statali riassegnate per gli interventi a favore dell'infanzia. Il riparto dei 4 milioni di euro è stato definito tra i 24 Ambiti Territoriali Sociali, per assicurare una distribuzione omogenea delle risorse sull'intero territorio regionale. Saranno gli Ambiti, attraverso gli enti beneficiari individuati, a gestire gli interventi e a definire le modalità organizzative di dettaglio, in coerenza con i rispettivi Piani di zona e con le esigenze delle rispettive comunità locali. Tra le azioni che potranno essere attivate figurano doposcuola e tutoraggio, assistenza educativa domiciliare, sportelli psicopedagogici per minori, percorsi di mentoring e volontariato, mediazione familiare e culturale, gruppi di auto-mutuo-aiuto tra genitori e iniziative di socializzazione e aggregazione.

