Brugnaro a processo alla Corte dei conti per danno erariale

La Procura regionale della Corte dei conti del Veneto ha citato in giudizio l'ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e altre nove persone, tra ex assessori e dirigenti comunali, per un presunto danno erariale di 3,2 milioni nella vendita di palazzo Poerio Papadopoli al magnate di Singapore Ching Chiat Kwong. Secondo l'accusa, l'immobile sarebbe stato ceduto a un prezzo di favore, sceso dai 14 milioni della stima iniziale ai 10,8 pagati nel 2017. L'udienza è fissata per l'11 marzo. Lo scrivono il Corriere del Veneto, il Gazzettino e la Nuova Venezia.
Il procedimento contabile è parallelo all'inchiesta penale "Palude", in cui la Procura di Venezia accusa Brugnaro di corruzione e che vede domani una nuova udienza in calendario. Per i pm lo sconto sul palazzo sarebbe stato propedeutico alla trattativa sull'area dei Pili a Marghera, di sua proprietà, poi non andata in porto.
Nel procedimento della Corte dei conti rispondono, oltre a Brugnaro, gli ex assessori Renato Boraso e Luciana Colle (all'epoca anche vicesindaca), l'ex capo e vicecapo di gabinetto Morris Ceron e Derek Donadini e altri cinque tra dirigenti e funzionari comunali.
Il nodo è il valore reale del palazzo, a pochi passi da piazzale Roma. La difesa punta su una perizia del tribunale civile di Venezia, depositata a ottobre, che fissa il valore attuale dell'immobile a 10,7 milioni, praticamente la cifra pagata da Ching. Per la Procura contabile, però, la nuova stima si fonda su un progetto a 23 camere basato su un vincolo della Soprintendenza che, secondo i magistrati, non esisterebbe.

