Mezzo milione di persone rinuncia alle cure: allarme della Cgil Veneto

Liste d’attesa, difficoltà di prenotazione e ricorso al privato. È il quadro della sanità veneta denunciato dalla Cgil, che contesta l’immagine di una regione ai vertici per l’efficienza del servizio sanitario. Secondo Aldo Marturano, della segreteria regionale del sindacato, in Veneto il 30% delle visite è programmato, con attese che possono arrivare a 120 giorni e oltre. In Emilia-Romagna, per confronto, la quota è dell’8%. Ma il problema riguarda anche l’accesso alle prenotazioni: secondo i dati citati dalla Cgil, solo il 58,2% delle prescrizioni per prime visite e il 64,4% di quelle per esami diagnostici si traduce in una prenotazione. Un ostacolo che pesa soprattutto sugli anziani. E il risultato, denuncia il sindacato, è che quasi il 9% dei veneti, oltre 400mila persone, rinuncia a curarsi. La richiesta è di investire nella sanità pubblica, assumendo personale e migliorando le condizioni di lavoro. Una battaglia che sarà al centro anche dello sciopero nazionale della Cgil proclamato per il 20 novembre.

