Regioni del Nord scrivono a Giorgetti e Urso, prorogare il fondo garanzia per le Pmi

Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte hanno scritto ai ministri dell'Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti e delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, per chiedere di prorogare oltre il 31 dicembre 2026 il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, cosicché dal primo gennaio 2027 lo strumento non si fermi nemmeno un giorno. A sottoscrivere la richiesta sono gli assessori allo Sviluppo economico Massimo Bitonci (Veneto), Vincenzo Colla (vicepresidente dell'Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Andrea Tronzano (Piemonte).
L'iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato dalle cinque Regioni nell'ambito del "Distretto manifatturiero del Nord", e dà seguito al confronto dello scorso 23 ottobre a Milano con i rappresentanti dell'Abi, durante il quale l'accesso al credito è stato individuato tra le priorità strategiche per la competitività del sistema produttivo.
"Le regole oggi in vigore hanno dato risultati concreti - affermano gli assessori -, hanno tenuto aperto il rubinetto del credito e sostenuto gli investimenti delle imprese, in particolare quelli legati a innovazione, crescita dimensionale, transizione digitale ed energetica, rafforzamento delle filiere e competitività sui mercati esteri".
Le cinque Regioni rivendicano il proprio ruolo di "motore manifatturiero" del Paese, con la maggior parte della produzione industriale italiana, oltre metà dell'export e una quota rilevante degli investimenti privati in ricerca, sviluppo e innovazione. La richiesta è di decidere presto, e di farlo sapere subito, usando il primo veicolo normativo utile. Perché banche, confidi e imprese hanno bisogno di quadro stabile e prevedibile per programmare piani industriali e operazioni di medio-lungo periodo.
"Una conferma tempestiva - concludono i firmatari - sarebbe anche un importante segnale di fiducia verso il sistema produttivo italiano, a sostegno di crescita, innovazione, occupazione e competitività, priorità condivise da istituzioni nazionali e regionali".

