Telenuovo di Redazione , 15/10/2026 7:30

Figlia disabile morì per apparecchio guasto, l'accusa: "Omicidio volontario"

Aula del tribunale (foto: ansa.it)
Aula del tribunale (foto: ansa.it)

Il pubblico ministero di Vicenza ha chiesto la riqualificazione del reato da omicidio colposo a volontario nel corso del processo a carico di Valentina Pasini, 43enne di Bassano del Grappa (Vicenza) per la morte della figlia Beatrice Berti, scomparsa a 14 anni il 26 giugno 2021.

La richiesta - riporta il Corriere del Veneto - è stata avanzata ieri, e su di essa il giudice si pronuncerà il 10 novembre prossimo. La difesa si è opposta dal punto di vista processuale. In caso di accoglimento gli atti verranno restituiti alla Procura per ulteriori indagini. La ragazzina soffriva fin dalla nascita della sindrome di Dejerine-Sottas, non era autosufficiente e doveva far ricorso alla ventilazione meccanica, nota per la sua lotta alle barriere architettoniche e per i diritti dei disabili, era deceduta di notte per insufficienza respiratoria.

La procura aveva aperto un'indagine d'ufficio dopo la segnalazione partita dall'hospice pediatrico di Padova, dove la minore era in cura da tempo: era emerso che il giorno prima della morte, era stata portata in una clinica di Padova in seguito a un episodio di perdita di coscienza per ipossia acuta. Il personale sanitario avrebbe consigliato alla madre il ricovero, che però la donna aveva rifiutato. A casa l'imputata non avrebbe collegato il respiratore della figlia alla corrente elettrica per ricaricare le batterie, versione contestata dalla difesa, secondo cui i medici avevano dato il nulla osta alle dimissioni della giovane.

Il processo si è aperto a febbraio 2025, ma nei giorni scorsi la Procura aveva depositato un'eccezione di competenza e ieri ha sollevato la richiesta di riqualificazione del reato.