Telenuovo di Redazione , 14/10/2026 16:35

Manildo: "Sull'autonomia Zaia e Stefani fanno un film mitologico"

Giovanni Manildo
Giovanni Manildo

"A ogni approvazione di provvedimenti sull'autonomia, Luca Zaia e Alberto Stefani continuano a mettere in scena un film mitologico. Parlare di giornata storica e di risultato concreto di fronte a un'intesa che ricalca schemi identici per altre Regioni, non sposta un euro e non trasferisce nuove competenze reali, significa voler continuare a raccontare una favola ai cittadini veneti". Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd al Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo.

Commentando l'approvazione in Consiglio dei ministri delle intese sull'autonomia differenziata, Manildo aggiunge che "sono trascorsi decenni nel corso dei quali sono state propinate ai veneti prospettive di gloria. Tutto per ottenere cosa? Un provvedimento-fotocopia per quattro Regioni, attorno a poche funzioni, peraltro limitate. Nel frattempo il nostro territorio, imbrigliato da questa narrazione, si è gradualmente rinchiuso in una logica isolazionista che ha portato anche a rendere anacronistico e meno competitivo il sistema Veneto".

Per l'esponente dem "non a caso Zaia e Stefani parlano di punto di partenza e non di arrivo. A conferma che, pur non potendo ammetterlo apertamente, siamo davvero di fronte alla montagna che ha partorito il topolino. Questo modo di procedere è stato inoltre dannoso, perché impedisce di tenere assieme le diverse realtà del nostro Paese. Le inefficienze e le sovrapposizioni nel rapporto tra Stato e Regioni sono reali e certamente non possono risolversi con il centralismo. Ma nemmeno attraverso una guerra tra territori, nella quale ogni Regione tenta di ottenere condizioni particolari a discapito delle altre. Se determinate funzioni possono essere esercitate meglio dalle Regioni, queste devono essere trasferite secondo criteri generali, trasparenti e accessibili a tutte quelle che siano nelle condizioni di svolgerle. La nostra proposta - conclude Manildo - è quella di un nuovo regionalismo nel quale Stato, Regioni ed enti locali lavorano insieme sulle questioni che superano i confini amministrativi. Serve che a ogni competenza corrispondano risorse certe, personale adeguato, obiettivi verificabili e una chiara responsabilità politica".