Telenuovo di Redazione , 13/10/2026 12:04

Rifiuti abbandonati, 577mila euro ai Comuni per rimuoverli. Stefani: "Ridurre rischi ambientali"

Rifiuti
Rifiuti abbandonati

"I Comuni sono il primo presidio nella tutela del territorio e spesso si trovano a dover affrontare interventi complessi e costosi per rimuovere i rifiuti abbandonati. Per questo motivo la Regione del Veneto ha deciso di mettere a disposizione dei Comuni 577 mila euro per interventi di rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati e per il ripristino delle aree interessate. Non possiamo permettere che l’incuria e i comportamenti irresponsabili ricadano sulle comunità e sui bilanci pubblici. Intervenire significa proteggere il nostro patrimonio ambientale, restituire spazi al territorio e affermare un principio chiaro: chi abbandona i rifiuti deve risponderne, mentre le istituzioni devono essere messe nelle condizioni di agire. Non si tratta soltanto di salvaguardare il decoro dei luoghi, ma di consentire un intervento repentino per evitare danni all’ambiente, rischi per il suolo e le acque, la compromissione della fruibilità di intere aree". 
Con queste parole il presidente della Regione del veneto, Alberto Stefani, annuncia il bando con cui la Regione del Veneto mette a disposizione dei Comuni 577 mila euro per interventi di rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati e per il ripristino delle aree interessate. 

Il bando 2026, che prevede un contributo pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 80 mila euro per intervento e per amministrazione, è stato approvato questa mattina dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all'Ambiente Elisa Venturini. “L’abbandono dei rifiuti può compromettere l’utilizzo di un’area e creare rischi per il suolo e per le acque – dichiara Venturini –. Con questo bando aiutiamo i Comuni ad affrontare interventi che possono avere costi rilevanti, dando priorità alle situazioni di maggiore criticità ambientale e riconoscendo un’attenzione aggiuntiva ai piccoli Comuni”.

Potranno essere finanziati interventi su aree pubbliche e su aree private nelle quali il Comune debba intervenire in sostituzione del soggetto obbligato che non ha provveduto alla rimozione, avviando le procedure per recuperare le somme anticipate.

Le domande saranno valutate attraverso una graduatoria che considera il volume e la pericolosità dei rifiuti, i possibili rischi per suolo e acque, la vicinanza ad abitazioni, corsi d’acqua e aree naturali protette e le segnalazioni degli enti competenti. Per i Comuni con meno di 10 mila abitanti è previsto un punteggio aggiuntivo di tre punti.
Gli interventi dovranno avere una spesa minima di 5 mila euro. La spesa massima ammissibile è di 100 mila euro. Il bando non comprende le attività di caratterizzazione e bonifica dei siti né la rimozione già prevista tra i compiti ordinari remunerati del gestore della raccolta dei rifiuti urbani.

Le richieste dovranno essere presentate entro il 30 ottobre 2026, secondo le modalità del bando, all’indirizzo PEC [email protected]. Gli interventi dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2026.

“Il sostegno regionale serve a rendere possibili interventi necessari per restituire questi luoghi al territorio – conclude Venturini –. I costi anticipati dai Comuni restano soggetti alle procedure di recupero nei confronti dei responsabili obbligati”.