Telenuovo di Redazione , 10/10/2026 7:30

Medici di famiglia, a rischio assistenza per 6,8 milioni cittadini

Un medico
Un medico

La carenza di medici di famiglia in Italia mette a rischio l'assistenza per circa 6,8 milioni di cittadini. Mentre un professionista su due ha pazienti in overbooking, ovvero oltre il tetto massimo previsto, altri 10.600 potrebbero andare in pensione entro cinque anni, lasciando scoperte aree del territorio, soprattutto quelle più interne e remote. Il quadro arriva dalle stime diffuse della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), in occasione dell'85/mo Congresso nazionale.

Secondo le elaborazioni Fimmg, a fronte di un fabbisogno stimato in 42.500 medici di medicina generale, nel 2025 risultavano in servizio 36.812 professionisti. La differenza è di circa 5.700 unità che, rapportate alla quota ottimale di 1.200 assistiti, restituiscono un deficit pari a 6,8 milioni di persone, un numero 'teorico' perché parte di queste persone vengono poi prese in carico dai medici in servizio, portandoli a superare di gran lunga i massimali di pazienti.

A confermare la pressione crescente sulla medicina generale sono anche gli ultimi dati ufficiali del ministero della Salute secondo i quali il 51,7% dei medici di famiglia aveva superato la soglia ordinaria di 1.500 assistiti. La situazione più critica è in Lombardia, dove la percentuale raggiunge il 74%, seguita dal Veneto con il 68,7%, dalla Provincia autonoma di Bolzano con il 65%, dalla Valle d'Aosta con il 61%, dalla Sardegna con il 60,6% e dalla Campania con il 58,8%. Sono dieci le Regioni, alle quali si aggiungono le Province autonome di Trento e Bolzano, nelle quali oltre la metà dei medici supera quota 1.500 pazienti. "Un sovraccarico che rende sempre più difficile garantire a ciascun assistito il tempo necessario per la prevenzione e la continuità delle cure", spiega la Fimmg.

Il calo è iniziato da anni e proseguirà. Tra il 2026 e il 2031 saranno 10.681 i medici di assistenza primaria che matureranno i requisiti anagrafici per il pensionamento. Questo ricambio generazionale di grandi dimensioni richiederà un adeguato numero di nuovi medici. E qualche segnale positivo arriva dalla formazione. Per il triennio 2026-2029 le borse disponibili sono salite da 2.228 a 2.651, con un incremento del 19%. Crescono anche gli iscritti al concorso, passati da 5.396 a 5.875: 479 candidati in più, con un aumento dell'8,9%. Un andamento incoraggiante che non elimina, tuttavia, gli squilibri territoriali tra le aspirazioni dei giovani medici e i posti finanziati dalle singole Regioni. Il caso più evidente è quello della Campania, dove a fronte di 1.080 iscritti al concorso sono disponibili solo 240 borse di studio. Nel Lazio le borse sono 200 per 600 candidati, in Emilia-Romagna 185 per 625. Il problema, inoltre, "è creare le condizioni perché chi scegli la medicina generale, poi non ne fugga".