Telenuovo di Redazione , 09/10/2026 7:00

Stefani ricorda il Vajont: "Una ferita ancora aperta"

Alberto Stefani (Imagoeconomica)
Alberto Stefani (Imagoeconomica)

"Ambiente e sviluppo non devono essere avversari. Oggi sappiamo che è fondamentale creare energia, lavoro e crescita sociale garantendo nello stesso tempo tutta la protezione necessaria al territorio e ai suoi abitanti. A questa coscienza si deve ispirare qualsiasi programmazione di opere e infrastrutture che voglia essere consapevole e sostenibile, guardando al bene della comunità prima che al profitto. A ricordarlo ogni anno giunge il 9 ottobre con il doloroso anniversario della tragedia del Vajont. Una ferita ancora aperta per la nostra terra". Lo dichiara il presidente del Veneto, Alberto Stefani, per il 63/o anniversario del disastro del Vajont.

"Chi vede oggi Longarone con le sue frazioni, la conosce per come è risorta - sottolinea Stefani -. Dalla forza e dalla resilienza dei cittadini sopravvissuti ha preso forma un centro produttivo tra i più affermati e noti della nostra regione. Ma nel suo Dna c'è il dolore ancora vivo e incancellabile di tante famiglie provate e di una comunità che non può dimenticare quasi 2000 vittime innocenti, tra i quali almeno 487 bambini, sacrificate alla colpevole spregiudicatezza dell'uomo quando ritiene di poter asservire la natura, ignorandone i messaggi pur di seguire un interesse materiale".

L'anniversario della strage arriva mentre a Longarone, nel Bellunese, ci sono forti polemiche per il progetto di una centralina che punta a sfruttare l'acqua sotto la diga.