Ance: edilizia veneta in crescita del +5,9%, anche nell'occupazione

Forte rimbalzo degli investimenti nelle costruzioni in Veneto +5,9%, spinto dall'accelerazione delle opere pubbliche e dai cantieri Pnrr in fase di ultimazione. Il settore si conferma pilastro dell'economia regionale, incidendo per il 12,4% sul Pil e per il 6,5% sull'occupazione complessiva. Lo rileva l'Ance.
"Il settore si dimostra centrale per la tenuta economica e sociale del territorio, pur in un contesto macroeconomico complessivo caratterizzato da ritmi di crescita moderati." È il commento di Alessandro Gerotto, presidente di Ance Veneto, alla divulgazione dello Scenario dell'edilizia del Veneto, 2026 che prosegue: “Per le imprese resta difficile prevedere gli andamenti futuri perché fortemente legati agli sviluppi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e nell'Europa dell'est. L’instabilità derivante dai conflitti in corso ha già spinto al rialzo il costo dei principali beni energetici causando interruzioni e ritardi nelle catene di approvvigionamento. E non dimentichiamo che Ance reclama anche gli aiuti per far fronte ai maggiori costi non ancora coperti del 2024 e 2025. Vedremo la legge di bilancio. Il nostro settore è, indubbiamente, in una fase di evoluzione perché molto sensibile agli andamenti generali - aggiunge Gerotto - ma voglio sottolineare anche la grande capacità di adattamento e evoluzione che gli imprenditori hanno dimostrato in questi tempi turbolenti raggiungendo una solida patrimonializzazione e una crescita della redditività operativa. Quanto alla casa bisogna mettere le politiche abitative costantemente al centro delle politiche pubbliche, affrontando insieme il tema dell’accessibilità, della sicurezza e della qualità del patrimonio complessivo. Serve recuperare il tempo perduto e una strategia di lungo periodo per la riqualificazione degli edifici, con incentivi stabili e un orizzonte almeno decennale."
MERCATO DELLA CASA Il focus dettagliato contenuto nello scenario regionale 2026 coglie il cambio di cornice normativa che ha determinato una flessione degli investimenti reali nel settore delle costruzioni, pari al -1,8% nel 2024 e al -1,6% nel 2025, interrompendo la fase di straordinario rialzo che aveva guidato la ripresa post-pandemica. I dati relativi ai permessi di costruire rilasciati dalle amministrazioni comunali del Veneto nel corso del 2024 indicano una sostanziale stabilità rispetto ai livelli dell'anno precedente. Complessivamente, sono stati assentiti permessi per la realizzazione di 7.142 abitazioni, segnando una variazione marginale del -0,7% su base annua.
L'analisi dei dati disaggregati su scala provinciale rivela un territorio veneto spaccato a due velocità; da un lato un rallentamento e una virata negativa nelle province di Rovigo, Treviso, Vicenza e Belluno, dall'altro una situazione più dinamica nelle province di Venezia, Padova e Verona. I dati:
- Venezia (+13,9%): La città metropolitana evidenzia la crescita più marcata della regione nella concessione di permessi di costruire per nuove abitazioni, spinta dalle dinamiche della domanda urbana e turistico-ricettiva.
- Padova (+5,8%): Si conferma un mercato residenziale particolarmente dinamico, che beneficia della centralità economica della provincia e dell'attrazione di nuovi residenti e studenti.
- Verona (+1,7%): Mostra un andamento positivo e superiore alla media regionale, sostenuto da una costante tenuta della domanda abitativa.
- Rovigo (0,0%): Registra un livello di attività perfettamente stabile rispetto all'anno precedente.
- Treviso (-5,2%): Evidenzia un primo segnale di rallentamento dell'attività edilizia residenziale ex novo.
- Vicenza (-19,2%): Subisce una marcata contrazione dei volumi autorizzati, risentendo in modo sensibile della fase di attesa del mercato.
- Belluno (-32,4%): Mostra il calo più accentuato della regione, a testimonianza delle persistenti difficoltà demografiche e della complessità operativa nelle aree montane.
Quanto alle imprese impegnate nel settore della casa in Veneto il report evidenza l'elevata frammentazione dell'intero comparto. Secondo i dati Istat pubblicati nel 2024, delle 50.057 imprese edili attive sul territorio regionale: Il 23,8% opera direttamente nei settori della costruzione di edifici residenziali e non residenziali. Il 75,1% è specializzato nei lavori di costruzione e finitura (impiantistica, posa, intonacatura, serramenti), attività strettamente legate agli interventi di manutenzione e ristrutturazione dell'immobile e solo l'1,2% si occupa di opere di ingegneria civile.
Questa configurazione economica, caratterizzata da una dimensione media aziendale di appena 2,8 addetti per impresa e da oltre il 63% di aziende con un solo addetto, rende la filiera del residenziale estremamente sensibile alle variazioni delle politiche fiscali e all'andamento del costo del credito.
In prospettiva 2026, il rilancio programmato degli investimenti complessivi nel settore (+5,9% la stima per il Veneto) passerà inevitabilmente attraverso la riorganizzazione del comparto casa. Esaurita la spinta dei contributi straordinari a fondo perduto, il settore residenziale è chiamato a confrontarsi con le nuove direttive europee sulla prestazione energetica degli edifici.

