Telenuovo di Redazione , 25/09/2026 7:30

A scuola il libro negazionista sul clima, bufera in Veneto

La copertina del libro negazionista
La copertina del libro negazionista

Affermazioni "negazioniste" sul cambiamento climatico in un libro distribuito nelle scuole. E' questa l'accusa che ha fatto esplodere la polemica in questi giorni a Belluno, dove gli studenti delle superiori si sono trovati tra le mani un manuale edito dal Comune dal titolo "Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni". All'interno, un contributo a firma del presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, nel quale si legge che "l'incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non dalle emissioni antropiche".

L'affermazione ha scatenato l'indignazione del mondo accademico, a partire da Carlo Barbante, docente all'Università Ca' Foscari, membro dell'Istituto di Scienze Polari del Cnr e presidente del Centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici. In un duro intervento, il docente ha chiesto la "sospensione immediata" della distribuzione del volume, evidenziando "la scelta di un'amministrazione pubblica di stampare e distribuire materiale presentato come strumento di conoscenza senza distinguere tra risultati scientifici consolidati e tesi smentite dalla letteratura".

Dopo che anche il Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova ha espresso "forte preoccupazione" per la vicenda, è arrivato oggi il commento dei geologi italiani in una nota congiunta a firma della Società geologica italiana, del Collegio nazionale dei presidenti dei corsi di studio in Geologia e della società italiana di mineralogia e petrologia. "Decenni di osservazioni, misurazioni e studi interdisciplinari - sottolineano - dimostrano che le attività umane, soprattutto attraverso le emissioni di gas a effetto serra, sono la causa principale del riscaldamento globale in atto. Opinioni e ipotesi prive di adeguato sostegno scientifico - puntualizzano - non possono essere presentate agli studenti come equivalenti a conclusioni fondate".

Il libro sarebbe stato finanziato dalla Regione Veneto con uno stanziamento di oltre 29mila euro. Ed è questo aspetto, in particolare, a finire al centro della polemica politica. "Non ci troviamo davanti a una svista, ma alla pianificazione della disinformazione", afferma Angelo Bonelli, portavoce nazionale dei Verdi e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che presenterà un'interrogazione parlamentare sulla vicenda. "Si sceglie di usare risorse pubbliche per portare tesi pseudoscientifiche tra i banchi di scuola".

A chiedere chiarimenti al Governo, anche il senatore Pietro Lorefice, segretario di presidenza del Senato e Capogruppo M5S in Commissione bicamerale ecomafie: "La disinformazione, già grave di per sé in ogni ambito della società civile - afferma -, diventa quantomeno pericolosa se arriva sui banchi di scuola. Il Governo chiarisca come e perché il volume sia arrivato nelle scuole e quali iniziative intenda assumere".