Telenuovo di Redazione , 23/09/2026 12:30

In Veneto extracosti energetici di 376 milioni per micro e piccole imprese

Bollette caro energia (Imagoeconomica)
Bollette caro energia (Imagoeconomica)

Le micro e piccole imprese del Veneto pagano l'energia elettrica 376 milioni in più rispetto a quanto spenderebbero se venissero applicati i prezzi medi dell'Ue. È il secondo maggiore extracosto regionale dopo la Lombardia e rappresenta il 10,2% dei 3,67 miliardi complessivamente pagati in più dalle micro e piccole imprese italiane rispetto alla media Ue. Il dato emerge dall'analisi di Confartigianato, presentata alla 22/a edizione della convention Energies and Sustainability Confartigianato High School, in corso a Domus de Maria (Cagliari).

A livello nazionale le piccole imprese pagano l'elettricità 25,99 centesimi di euro per kWh, il 17,9% in più rispetto alla media Ue, mentre il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali) è superiore del 47,4% rispetto alla media europea, con un carico pari a 5,44 cent/kWh, il terzo più alto in Europa dopo la Polonia e Cipro. Il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi: per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh il divario del prelievo fiscale arriva al +75,5%.

Sul fronte delle famiglie, tra febbraio e agosto 2026 il Veneto registra una spesa aggiuntiva di 216 milioni, associata a un aumento cumulato dei prezzi di elettricità, gas e altri combustibili domestici del 14,8%, il più elevato tra le regioni italiane. Al primo posto per aggravio complessivo si trova la Lombardia, con 329 milioni e un aumento del 12,3%; seguono Lazio (166 milioni), Emilia-Romagna (155 milioni) e Piemonte (144 milioni).

”Questi numeri ci dicono che il problema non riguarda soltanto il prezzo dell'energia in senso stretto, ma anche come questo costo viene distribuito tra le diverse tipologie di imprese - sottolinea Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Se sulle piccole imprese grava un'incidenza maggiore degli oneri, si crea uno svantaggio che finisce per pesare sulla competitività dell'intera filiera". Per questo "è necessario intervenire sulla struttura della bolletta, riequilibrando il peso della fiscalità e degli oneri di sistema e facendo in modo che la transizione energetica non diventi un ulteriore costo a carico delle imprese più piccole".