Cgil Veneto: "Esultanza su autonomia fuori luogo, la regione è arretrata"

"L'esultanza dimostrata da Stefani e dai consiglieri di maggioranza per il voto favorevole all'Autonomia differenziata è fuori luogo perché avviene in una fase segnata da difficoltà economiche e sociali, da una diminuzione continua delle assunzioni a tempo indeterminato, da un processo di deindustrializzazione che mette in crisi il manifatturiero veneto, dall'emergenza salariale e da un'inflazione galoppante che erode senza tregua i redditi delle famiglie venete". Lo afferma in una nota Tiziana Basso, segretaria della Cgil del Veneto.
"Negli ultimi dieci anni - prosegue Basso - la nostra Regione è arretrata sul piano industriale, dei diritti del lavoro, della qualità del welfare pubblico e universalistico, eppure l'attenzione della Regione è completamente assorbita dall'Autonomia differenziata: nessuna iniziativa significativa è stata assunta né dalla Giunta regionale attuale, né da quella precedente per fermare e invertire il declino in corso. Non è questa la risposta di cui il Veneto ha bisogno, non è aumentando i divari tra i territori mettendo in discussione il principio costituzionale di uguaglianza nell'accesso ai diritti fondamentali, che si migliorano le condizioni materiali di vita e di lavoro delle cittadine e dei cittadini veneti. L'Autonomia differenziata 'in sedicesimi' su cui è impegnato il Parlamento non affronta nessuna di queste emergenze, anzi rischia di aggravarle. Questa vera e propria controriforma non ha nulla a che fare con il federalismo che da sempre come Cgil sosteniamo: un federalismo solidale e cooperativo, che valorizzi i territori e le loro specificità e che decentri funzioni amministrative a partire dai Comuni e dai territori", conclude.

