Due emendamenti di Stefani per il 'sì' al fine vita in Veneto

In vista della discussione in aula della legge sul fine vita, che inizierà martedì 1 settembre in Consiglio regionale del Veneto, lunedì verranno presentati due emendamenti della giunta ispirati dal presidente Alberto Stefani.
Il primo prevede la libertà di coscienza per il personale sanitario interessato: medici, Oss, infermieri, farmacisti ospedalieri. Il secondo prevede la presenza, nella commissione medica, del medico palliativista, chiamato a redigere un parere obbligatorio: non sarà vincolante, ma in caso di decisione contraria la commissione sarà chiamata a motivare la sua scelta. Si tratta di una formula che dà un maggior peso, per quanto non decisivo, alla figura che più di tutte è chiamata a mantenere in vita il malato.
Si discute poi di un terzo emendamento, in bilico, che assegnerebbe al Comitato etico regionale il compito di formulare linee guida operative per le commissioni mediche istituite presso ciascuna azienda sanitaria per la valutazione dei requisiti di accesso al fine vita, così da evitare disparità di trattamento all'interno della regione.
Con questi emendamenti, secondo diversi consiglieri, dovrebbe essere superato il muro dei 26 voti necessari per l'approvazione: stanti i 15 del centrosinistra, voterebbe sì una parte considerevole della Lega, che seguirebbe così Stefani e il suo predecessore, Luca Zaia. Lunedì ogni gruppo riunirà i propri consiglieri e deciderà la linea da prendere.

