Telenuovo di Redazione , 03/10/2026 13:59

Femminicidio scambiato per suicidio: l'Arma trasferisce carabinieri che seguirono le indagini

Nicoleta Rotaru
Nicoleta Rotaru

Sono stati trasferiti dalla caserma di Abano Terme i due carabinieri che, negli anni precedenti all’omicidio di Nicoleta Rotaru, erano intervenuti più volte nell’abitazione della donna. Una decisione interna all’Arma arrivata dopo che la Corte d’Assise di Padova aveva disposto la trasmissione degli atti alla Procura generale di Venezia, nell’ambito degli accertamenti sulla gestione del caso.

Nicoleta Rotaru, 39 anni di origine moldava, fu uccisa dall’ex marito Erik Zorzi nella notte tra l’1 e il 2 agosto 2023. L’uomo riuscì inizialmente a far apparire la morte della donna come un suicidio. La ricostruzione venne smontata sette mesi dopo, fino all’arresto di Zorzi nel marzo 2024, dopo l’ascolto in Procura di una registrazione relativa all’agguato compiuto dall’uomo contro la madre delle sue due figlie. Zorzi è stato condannato all’ergastolo e il processo d’Appello si aprirà il 14 ottobre.

OTTO INTERVENTI IN DUE ANNI Il caso torna ora al centro dell’attenzione per la decisione dell’Arma. Tra maggio 2021 e luglio 2023 i carabinieri erano intervenuti otto volte nell’abitazione di via Rocca Pendice, ad Abano Terme, dove Rotaru viveva con Zorzi e le loro due figlie. Gli interventi erano sempre legati a liti domestiche e a segnalazioni di maltrattamenti nei confronti della donna. I due si erano separati nel gennaio 2023, ma avevano continuato a vivere sotto lo stesso tetto, nella casa di proprietà di Zorzi.
Gli episodi si erano ripetuti nel tempo, confermati anche dai vicini di casa: due interventi nel 2021, tre nel 2022 e altri due nei primi mesi del 2023, l’ultimo dei quali a luglio, circa un mese prima della morte di Rotaru.

Nonostante la frequenza degli interventi, non era scattato alcun provvedimento nei confronti di Zorzi. I militari non avevano riscontrato maltrattamenti in flagranza e, per procedere, sarebbe stata necessaria una denuncia. In Procura, secondo quanto emerso, non era arrivata neppure una segnalazione.