Cronaca di Redazione , 02/09/2026 9:15

VIDEO | Stazione, armato urla "Allah Akbar": arrestato un 27enne gambiano. Verrà espulso

Arresto gambiano in Stazione

Momenti di tensione martedì mattina in zona Stazione a Padova, dove la Polizia ha arrestato un cittadino gambiano di 27 anni, richiedente asilo, sorpreso a camminare con un grosso coltello da cucina.

L'allarme è scattato poco prima delle nove, quando un passante ha segnalato agli agenti la presenza di un uomo armato nei pressi del porticato della stazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente gli uomini delle Volanti.
Il 27enne è stato individuato mentre impugnava un coltello lungo complessivamente 27 centimetri, con una lama di 15. Gli agenti gli hanno intimato di lasciarlo a terra. L'uomo ha inizialmente appoggiato il coltello ai propri piedi, senza però allontanarsi dall'arma. A quel punto i poliziotti sono intervenuti per immobilizzarlo.
Durante il fermo lo straniero ha opposto una forte resistenza, tentando più volte di divincolarsi. Nella colluttazione un agente è rimasto ferito a una mano e a un gomito, con una prognosi di tre giorni. Secondo quanto riferito dalla Questura, avrebbe inoltre urlato più volte "Allah Akbar".
Portato in Questura per l'identificazione, è emerso che il 27enne aveva già numerosi precedenti.

Era arrivato in Italia nel marzo del 2016 come minore non accompagnato. Già pochi mesi dopo era stato arrestato per sequestro di persona a scopo di estorsione. Negli anni successivi era stato coinvolto in altri procedimenti, tra cui un'indagine per tentata violenza sessuale e, nel 2022, un arresto per spaccio di stupefacenti. Nel dicembre del 2023 era arrivata una condanna definitiva a tre anni di reclusione per fatti legati allo spaccio di eroina e cocaina nel Portogruarese.

Ora il nuovo arresto a Padova: dovrà rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere e false generalità.

Il Questore Marco Odorisio ha inoltre disposto ulteriori accertamenti da parte della Digos e l'avvio delle procedure per l’accompagnamento dell'uomo in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio per la sua definitiva espulsione.