Cronaca di Redazione , 06/08/2026 10:13

VIDEO | Governo: stato di emergenza per crisi idrica in Veneto. Stanziati 3,5 milioni di euro

Stato di crisi emergenza idrica Veneto

Il quarto mese di luglio più caldo degli ultimi 35 anni, con un'anomalia termica di +2,1 gradi rispetto alla media tra il 1991 e il 2020. A dirlo è l'ultimo bollettino dell'Arpav, che sottolinea tra laltro come nel corso della prima ondata di calore di quest’estate in pianura si sono registrate in media 15 notti tropicali dove le temperature non sono scese sotto i 30 gradi. Non solo disagi a livello fisico, a farne le spese sono anche i fiumi con scarsissime portate d’acqua. Per questo il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza idrico in Veneto.

Da aggiungere poi che, a differenza di quanto accade normalmente in questo periodo, sui ghiacciai non ha mai piovuto. La Marmolada non ha mai registrato così poca presenza di ghiaccio, il ghiacciaio ormai non esiste più.

La condizione di deficit idrico dei nostri fiumi, dovuta alle piogge scarse registra un: -22% sul Piave, -21% sul Tagliamento e sul Livenza, -19 % sul Brenta, -14% sulla pianura tra Livenza e Piave, -13% sul Lemene e -12% sull'Adige.

Lo stanziamento del governo di 3 milioni 550 mila euro per l’emergenza idrica consentirà di sostenere le spese delle prime emergenze, dalla gestione delle autobotti agli interventi straordinari di pulizia dei corsi d'acqua per favorire il deflusso, fino a tutte quelle azioni necessarie a garantire la continuità dell'approvvigionamento di acqua potabile e a prevenire criticità per cittadini e territori. A registrare le maggiori difficoltà l’agricoltura, il settore lavora facendo i conti con il razionamento di acqua fondamentale per la crescita delle coltivazioni e del settore zootecnico.

L'obiettivo della Regione è intervenire con rapidità per affrontare le criticità e, soprattutto, salvaguardare il servizio idropotabile, che rappresenta la priorità assoluta.