Infortunio sul lavoro a Valeggio, Cgil e Fillea Verona: "Verificare subito le responsabilità"

La Camera del Lavoro di Verona unitamente a Fillea Cgil Verona, la categoria dei lavoratori edili della Cgil, esprimono vicinanza alla famiglia del lavoratore rimasto ferito nell’infortunio avvenuto oggi durante l’utilizzo di una troncatrice a Valeggio sul Mincio.
"Ora è fondamentale che gli organi competenti accertino con precisione la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità", annota Andrea Antonelli, segretario generale Fillea Cgil Verona. "Le macchine da taglio, come le troncatrici, richiedono formazione specifica, procedure rigorose, dispositivi di protezione adeguati e una costante verifica delle condizioni di sicurezza delle attrezzature. Come Fillea Cgil continueremo a svolgere il nostro ruolo di tutela e rappresentanza dei lavoratori, chiedendo il pieno rispetto delle norme, investimenti nella prevenzione e una formazione continua sulla sicurezza. In edilizia ogni infortunio richiama tutti a una responsabilità comune: il lavoro deve garantire dignità, ma soprattutto il diritto di tornare a casa sani e salvi", conclude Antonelli.
Per il segretario Cgil Verona con delega alla Salute e Sicurezza sui Luoghi di lavoro Raffaello Fasoli, il territorio veronese si conferma tra i più martoriati dal fenomeno infortunistico: “I dati Inail aggiornati al 30 giugno 2026 evidenziano 7.410 denunce d’infortunio nel veronese, il numero più alto in Veneto davanti a Padova (7.337), Vicenza (7.017) e Treviso (6.569), in aumento del 3,7% rispetto al primo semestre 2025. Frenano solo un poco gli infortuni mortali, scesi dai 13 del primo semestre 2025 agli attuali 9 del primo semestre 2026”.
"È inaccettabile che di fronte a questa inarrestabile scia di sangue si continui a trattare il tema della sicurezza come una semplice pratica burocratica", sottolinea Fasoli. "Proprio ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato una riforma che, sotto il pretesto della 'semplificazione', va nella direzione opposta a quella della prevenzione. Il decreto prevede infatti il ricorso a perizie giurate e autocertificazioni da parte delle aziende per attestare il rispetto delle norme di sicurezza, trasformando la tutela dei lavoratori in una mera pratica burocratica sulla carta. Si riducono le sanzioni e si deresponsabilizzano le imprese, lasciando che il rispetto delle regole sia verificato a posteriori anziché sul campo. La salute e la vita dei lavoratori non si tutelano con un timbro aziendale o con moduli da compilare: servono più ispettori, controlli reali nei cantieri e sanzioni severe per chi scommette sulla pelle di chi lavora" conclude il sindacalista.

