VIDEO | Niente risarcimento per Andrea Furlan: le motivazioni della sentenza d'Appello
La volontà di chi ha sparato ad Andrea Furlan era quella di ucciderlo. Non di rapinarlo, né di commetterla all’interno del supermercato la rapina. Non c’è quindi un nesso causale tra l’attività lavorativa che la vittima svolgeva nel punto vendita e il fatto delittuoso che è un tentato omicidio. Non gli è dunque dovuto alcun risarcimento.
Con queste motivazioni, pubblicate oggi, la Corte d’Appello di Venezia ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia del ragazzo, oggi 36enne, che dal 2013 vive in stato vegetativo a causa del proiettile che gli è stato sparato in testa fuori dal Prix di Albignasego, dove lavorava. Erano le 20.34 del 14 dicembre: Andrea aveva appena terminato il turno e timbrato il cartellino per tornare a casa. Una volta uscito, si è imbattuto in un uomo incappucciato, armato, di cui non si è mai scoperta l’identità, che gli ha sparato, riducendolo in fin di vita.
Andrea, che all’epoca aveva appena 23 anni, è rimasto sospeso tra la vita e la morte ed è da allora in stato vegetativo. Si occupa di lui la madre, Cristina, che, dopo il no in primo grado, si è vista respingere anche in secondo grado la richiesta di risarcimento avanzata contro Prix e Assicurazioni Generali. La sentenza parla chiaro: non c’è alcun legame tra l’attività lavorativa della vittima e la brutale aggressione da lui subita.
La battaglia legale non si ferma. Mamma Cristina ha già annunciato il ricorso in Cassazione. Perché l’Inail ha riconosciuto l’episodio come infortunio sul lavoro, sottolinea, e perché la stessa azienda Prix ha denunciato il fatto alla propria assicurazione come rapina. Resta il buio totale sul movente di chi ha sparato ed è questo uno dei motivi per cui la famiglia non ha alcuna intenzione di rassegnarsi: le indagini svolte dai Carabinieri sulla vita di Andrea, archiviate nel 2018, non hanno portato alla luce alcun fatto che possa giustificare l’aggressione che lo costringe a vivere da 13 anni così.
Nel VIDEO il servizio curato per il TgPadova

