Economia di Redazione , 09/07/2026 12:48

Fiere italiane, cresce la spinta agli investimenti: digitale e mercati esteri al centro

Maurizio Danese, presidente Aefi
Maurizio Danese, presidente Aefi

Il sistema fieristico italiano accelera sul fronte dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione. È quanto emerge dalla survey Aefi-Prometeia, realizzata su un campione rappresentativo di 35 quartieri fieristici e organizzatori associati all’Associazione esposizioni e fiere italiane, che fotografa le strategie di investimento e le principali direttrici di crescita del settore.

Nel 2025 quasi due terzi degli operatori hanno destinato risorse ad almeno due aree di intervento strategico, mentre circa un terzo ha concentrato gli investimenti su una sola priorità. A trainare il cambiamento è la digitalizzazione, indicata dal 63% degli associati Aefi, in forte aumento rispetto al 15% registrato nell’anno precedente.

Tra gli ambiti maggiormente interessati dagli investimenti figurano anche lo sviluppo di nuovi prodotti fieristici, scelto dal 49% degli operatori, e il rafforzamento della presenza sui mercati internazionali. In particolare, il 46% del campione ha puntato sull’internazionalizzazione delle manifestazioni e sulle attività di promozione all’estero e di incoming di buyer stranieri.

Attenzione crescente anche alla sostenibilità ambientale, che ha coinvolto il 43% degli operatori, mentre il 20% ha realizzato interventi per migliorare l’accessibilità degli eventi fieristici.

Dalla rilevazione emerge un ricorso ancora limitato alle misure di sostegno agli investimenti. Solo il 54% degli operatori ha fornito indicazioni sull’utilizzo, o sul mancato utilizzo, di strumenti agevolativi. Tra questi, il 26% ha dichiarato di non aver beneficiato di contributi, una percentuale analoga ha utilizzato una o due misure di sostegno, mentre soltanto il 3% ha fatto ricorso a più di due strumenti.

Gli incentivi maggiormente utilizzati sono quelli legati all’internazionalizzazione: il 50% degli operatori fieristici cita i contributi dell’Ice per attività promozionali e programmi di incoming, mentre una quota analoga indica i finanziamenti regionali destinati a rafforzare la presenza internazionale delle manifestazioni e ad attrarre operatori esteri.

“Le fiere stanno investendo in modo sempre più integrato su innovazione, servizi e apertura ai mercati internazionali – sottolinea Maurizio Danese, presidente di Aefi –. È una trasformazione necessaria per rafforzare la competitività delle manifestazioni italiane e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita all’estero. In questo quadro, l’Africa rappresenta una delle aree a maggiore potenziale per lo sviluppo del nostro sistema”.

Proprio sul fronte dell’espansione internazionale prende forma “Aefi for Africa”, il programma promosso dalla Commissione internazionalizzazione di Aefi, presieduta da Pietro Piccinetti, e approvato dall’assemblea dell’associazione nel gennaio 2025.

L’iniziativa, aperta a tutti gli operatori del sistema fieristico nazionale, si inserisce nel quadro degli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il primo progetto operativo è stato presentato da Italian Exhibition Group (IEG) e prevede la creazione di una piattaforma stabile di presenza italiana nel continente africano attraverso partnership istituzionali e operative con realtà locali.

Lo scouting condotto nei principali Paesi dell’Africa subsahariana individua il Kenya come una delle destinazioni più promettenti per avviare il primo partenariato fieristico strutturato tra Italia e Africa. Il Paese, con oltre 54 milioni di abitanti, un prodotto interno lordo superiore ai 110 miliardi di dollari e una crescita prevista intorno al 5% annuo, rappresenta uno dei principali poli economici dell’Africa orientale, una regione che conta oltre 300 milioni di abitanti e registra alcuni tra i più elevati tassi di sviluppo del continente.

La capitale Nairobi, indicata come possibile sede del progetto, è inoltre un importante hub logistico e finanziario dell’area.

Secondo la proposta, completata la fase di definizione della struttura e della governance, la piattaforma potrà essere messa a disposizione degli organizzatori e degli operatori fieristici italiani interessati a sviluppare eventi, manifestazioni e iniziative di business in Africa.

L’obiettivo è creare uno strumento condiviso per sostenere l’espansione del Made in Italy nei mercati africani e rafforzare il ruolo delle fiere italiane come ponte tra imprese, territori e nuove economie emergenti.