Attualità di Redazione , 02/06/2026 16:12

Azienda Ospedaliera: in terapia intensiva si usa il farmaco anti infezioni refrattarie

Farmaco anti infezioni refrattarie
Farmaco anti infezioni refrattarie

Utilizzata per la prima volta a Padova l'angiotensina II, il farmaco di nuova generazione per il trattamento dello shock settico refrattario.
L'angiotensina II è un ormone peptidico vasoattivo che agisce selettivamente sui recettori AT1 della muscolatura liscia vascolare, inducendo vasocostrizione e ripristino della pressione arteriosa attraverso un meccanismo di 'decatecolaminizzazione'. Infatti, stimolando un pathway indipendente dal sistema adrenergico, consente di aumentare la pressione arteriosa media e migliorare la perfusione d'organo, con il vantaggio di ridurre progressivamente il fabbisogno di noradrenalina e vasopressina già nelle prime 48 ore di trattamento.
L'angiotensina II è da poche settimane inserito nel prontuario terapeutico dell'Azienda è stato adottato grazie alla collaborazione della farmacia ospedaliera diretta da Francesca Venturini e le terapie Intensive ISTAR 3 e ISTAR 4, UOC Istituto Anestesia e Rianimazione e UOSD Anestesia e Terapia Intensiva in Chirurgia Complessa e Trapiantologia, dirette da Annalisa Boscolo Bozza.
Il farmaco è stato impiegato con successo in due casi clinici di eccezionale complessità. Il primo ha visto la collaborazione della Uoc Clinica Ortopedica Traumatologica diretta da Pietro Ruggeri per il controllo chirurgico della fonte infettiva; il secondo ha richiesto il coinvolgimento congiunto ed expertise trapiantologica della Uoc Chirurgia Generale 2, diretta da Umberto Cillo, e della Uoc Chirurgia dei trapianti di rene epancreas, diretta da Lucrezia Furian.
In entrambi i casi, l'angiotensina II ha permesso di ristabilire una pressione di perfusione adeguata laddove le terapie vasopressorie convenzionali si erano rivelate insufficienti, aprendo una finestra terapeutica determinante per il successo del trattamento intensivo e chirurgico. Un risultato che testimonia il valore dell'innovazione clinica, della multidisciplinarietà e della ricerca continua al servizio dei pazienti più critici ricoverati in Terapia Intensiva.