Veneto Lavoro: "Il salario è la prima ragione del rifiuto di offerte di lavoro"

Il principale fattore in grado di determinare il successo o meno dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro rimane la retribuzione. Ma, accanto ad essa, emergono sempre più variabili di tipo qualitativo, come stabilità del rapporto di lavoro, tempi, distanza, conciliazione vita-lavoro e condizioni dell'ambiente lavorativo.
E' quanto riporta, tra le varie considerazioni, un nuovo studio dell'agenzia regionale Veneto Lavoro, dal titolo "Le ragioni del 'no': prospettive e nuove chiavi di lettura sul mismatch territoriale", che indaga i motivi alla base delle difficoltà di coniugare le aspettative delle persone alla ricerca di un impiego e le esigenze dei datori.
Secondo un questionario somministrato a chi si è recato nei mesi scorsi in uno dei Centri per l'impiego regionali, i motivi principali per cui un'offerta di lavoro è stata rifiutata risiede, nel 40,1% dei casi, in stipendi non adeguati, nel 15,1% in una proposta insufficiente o non migliorativa di quella in cui il candidato già si trova e, nel 14,5%, in una non allineata con le proprie competenze o aspirazioni. I motivi per i quali le persone stavano cercando un'occupazione risultano legate per il 52,3% allo stipendio, o ad un salario superiore, ma anche (41%) per ottenere un ambiente lavorativo migliore dell'attuale, per un impiego più adatto alle proprie capacità (22,7%) e per cercare una sede più vicina a casa (22,4%).
Per Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, "le dinamiche demografiche in atto, che porteranno a una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa e a un mercato del lavoro caratterizzato da alta domanda e bassa disoccupazione, spingono a guardare il fenomeno del mismatch lavorativo da una prospettiva più ampia. È necessario fornire risposte concrete non solo ai disoccupati che oggi si rivolgono alla rete dei servizi pubblici per l'impiego - conclude - ma anche a lavoratori occupati in cerca di nuove opportunità o comunque disponibili a un cambiamento".

