Fragole veronesi, prezzi in calo e margini ridotti

La stagione delle fragole veronesi parte in salita a causa di un mercato saturo. La contemporanea presenza di prodotto del Sud Italia, l'import dalla Spagna e l'anticipo dei raccolti locali dovuto al clima hanno generato un eccesso di offerta che deprime i listini.
Mirko Sella, presidente di Cia Verona, evidenzia come al 24 aprile 2026 i prezzi all’ingrosso siano scesi a 2,17 euro/kg, contro i 2,60 euro dello scorso anno. Verona ha perso il primato nazionale a favore del Sud, specialmente della Basilicata, penalizzata da costi energetici superiori, minor radiazione solare e una filiera meno strutturata.
Il divario economico è netto: produrre nel Veronese costa circa 3,53 euro/kg, a fronte dei 2,48 euro del Meridione, dove l'innovazione tecnologica e i costi della manodopera garantiscono rese fino a 450 quintali per ettaro. Nonostante Verona rappresenti ancora l'80% della produzione veneta (250 ettari), l'utile lordo dei coltivatori locali è ormai ridotto a un terzo rispetto ai competitor del Sud.
Per salvare il settore dalla concorrenza internazionale e dalle politiche della Gdo, poco inclini alla valorizzazione territoriale, Sella indica una via d'uscita: "È necessario puntare su innovazione varietale e rafforzare canali alternativi come la vendita diretta, unico ambito capace di restituire marginalità e valorizzare la qualità della produzione veronese".

