Politica di Redazione , 25/04/2026 9:59

VENEZIA | Candidato sindaco Martella: Qui 25 aprile ha doppio significato

MArtella
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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Andrea Martella, candidato sindaco di Venezia per il campo largo, per il 25 aprile.

"Il 25 aprile, a Venezia, è una data che vale doppio. È la Festa della Liberazione per tutta l’Italia, ma qui è anche San Marco, il patrono della città. Due celebrazioni che si intrecciano da sempre, senza contraddirsi: la memoria della libertà riconquistata e l’orgoglio di una identità antica, profonda, tenace.

Venezia è una città che sa cosa significa resistere. Lo sa per storia, per carattere, per vocazione. Ha resistito all’acqua per secoli, alle potenze che volevano piegarla, all’oblio che più volte sembrava inghiottirla. E nell’aprile del 1945 resistette anche al nazifascismo. A modo suo, con quella capacità tutta veneziana di trovare una via d’uscita dove altri avrebbero visto solo un vicolo cieco. Riuscì a salvarsi dalla distruzione con la tenacia e la capacità di mediazione di chi non voleva veder demolito quello che secoli di storia avevano costruito.

È una lezione che non ha perso nulla della sua forza. Non riguarda solo il passato, ma il modo in cui affrontiamo il presente: la capacità di non chiudersi, di non cedere alla paura, di cercare soluzioni anche quando sembrano più difficili. 

Ottantuno anni dopo, le domande che quella data porta con sé si fanno più acute e più urgenti. La guerra è tornata a ferire il cuore dell’Europa. Il Medio Oriente brucia in una spirale che sembra non trovare soluzioni. L’ordine internazionale fondato su regole condivise scricchiola per il ritorno di vecchie logiche di potenza e si indebolisce l’equilibrio multilaterale che ci ha garantito decenni di sostanziale pace e benessere. 

Il Presidente Mattarella ha avuto ragione a lanciare un allarme preoccupato: la democrazia non è mai conquistata una volta per sempre. Va difesa, praticata, rinnovata ogni giorno. E la storia ci insegna dove si può precipitare quando quella cura viene meno.

Lo sapevano bene le donne e gli uomini che scelsero l’antifascismo e la Resistenza. Erano comunisti e cattolici, liberali e socialisti, giovani operai e studenti. Avevano idee diverse, storie diverse. Seppero però trovare la forza di agire insieme, di animare la lotta partigiana e poi di dar vita alla Repubblica e scrivere la nostra Costituzione. 

Nel contesto di oggi, in un mondo che si fa ogni giorno più instabile e più imprevedibile, Venezia non può essere una spettatrice. Non è nella sua natura. Questa città è nata come porto e crocevia: il Fondaco dei Turchi e dei Tedeschi, la Scuola degli Armeni, la Chiesa dei Greci, il Ghetto Ebraico, sono la memoria fisica di una civiltà che ha fatto del dialogo tra popoli diversi la propria ragione d’essere. Questa vocazione, in un tempo in cui si moltiplicano i muri e si assottigliano i ponti, diventa ancora più preziosa.

Il 25 aprile, allora, è più di una data da custodire. È un insegnamento. Tenerla viva significa non dare per scontato nulla di quello che ci è stato lasciato. Significa guardare al mondo con gli occhi aperti, senza cedere né alla rassegnazione né all’indifferenza. Significa, per chi vuole assumere la responsabilità di guidare una comunità, fare della memoria non un ornamento, ma una bussola. Una bussola che orienta anche le scelte concrete, il modo in cui si tiene insieme una comunità, la direzione che si decide di dare al futuro di questa città.

Buon 25 aprile a tutte e a tutti".

Andrea Martella