Firmato un patto tra la Regione Veneto e i dg delle Ulss per la sanità

Centralità della persona, territorio e innovazione: sono i punti cardine del 'Patto con i sindaci della Sanità' siglato stamattina a Venezia dal presidente del Veneto Alberto Stefani e dai nuovi direttori generali delle aziende sanitarie venete nominati il 28 febbraio.
Si tratta di un patto "composto da 10 obiettivi che abbiamo assegnato - ha spiegato Stefani -, e che tiene conto innanzitutto dell'importanza della medicina territoriale, dello sviluppo della tecnologia e della riduzione delle liste d'attesa". La tecnologia, in particolare "deve diventare un alleato forte della sanità pubblica - ha proseguito -, per l'organizzazione interna, la riduzione delle spese e il miglioramento della vita dei cittadini".
Il primo punto del programma, illustrato dall'assessore alla Sanità, Gino Gerosa, riguarda il rafforzamento dei progetti di telemedicina e teleconsulto per una rapida presa in carico del paziente, considerando che "abbiamo il tasso di invecchiamento più alto a livello nazionale". Il documento sottolinea quindi l'importanza del rispetto dei tempi d'erogazione delle prestazioni specialistiche e il potenziamento del rapporto ospedale-territorio "per una presa in carico globale del paziente", ha osservato Gerosa.
Fondamentali nel nuovo corso della Sanità veneta saranno il monitoraggio dell'attivazione e del funzionamento delle Case della comunità, con attenta valutazione del numero di accessi e prestazioni erogate, così come del progetto Pnrr 'Casa come primo luogo di cura', con l'attivazione di percorsi di assistenza domiciliare integrata.
Un altro punto sarà "l'individuazione di progetti di prevenzione della cronicità, favorendo l'apertura e l'adesione alle palestre della salute", ha proseguito Gerosa, così come la promozione di campagne sul funzionamento dei percorsi di telemedicina, l'avviamento e il rafforzamento di progetti di umanizzazione delle cure e la promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario.
L'ultimo punto riguarda l'attivazione di programmi di deblistering "con controllo dell'adesione degli stessi - ha concluso Gerosa - e di percorsi interaziendali per l'adesione a studi clinici fino alla fase 2B, soprattutto per i farmaci di nuova generazione".

