Energia, stangata sul Veneto: +22% in un anno. CNA lancia l’allarme su imprese e famiglie

Il 2026 si preannuncia come un anno pesante per il sistema economico veneto sul fronte energetico. Secondo le stime diffuse da CNA Veneto, il costo complessivo di energia elettrica e gas nella regione passerà da circa 10,9 miliardi di euro nel 2025 a oltre 13,3 miliardi nel 2026. Un aumento netto di 2,4 miliardi, pari al +22%.
Alla base dell’impennata c’è la crisi internazionale legata alle tensioni nell’area Iran/Hormuz, che colpisce soprattutto il gas: è questa componente a registrare il rincaro più marcato (+28,4%), mentre l’energia elettrica cresce comunque in modo significativo (+18,9%), pur restando la voce principale della spesa energetica regionale.
Gas: industria e famiglie le più colpite
L’analisi evidenzia come il gas rappresenti il nodo più critico. L’aumento complessivo supera il miliardo di euro e colpisce in particolare il sistema produttivo: l’industria, che da sola assorbe il 41% dei consumi, subirà un aggravio di oltre 400 milioni di euro.
Non va meglio alle famiglie. Il comparto domestico, che pesa per il 31%, vedrà un incremento superiore ai 300 milioni. Un dato coerente con la struttura abitativa del Veneto, fortemente orientata verso case singole e bifamiliari, quindi più energivore rispetto ai condomini.
Elettricità: manifatturiero sotto pressione
Sul fronte dell’energia elettrica, l’aumento stimato è di 1,38 miliardi di euro. A trainare i rincari è ancora una volta il cuore produttivo della regione: il manifatturiero, da solo, potrebbe registrare un incremento di 610 milioni, pari al 44% dell’intero aumento regionale.
Si tratta dei settori più energivori — siderurgia, vetro, carta, ceramica, chimica e plastica — che rischiano di vedere erosa la propria competitività.
Anche il terziario è esposto: i servizi rappresentano il 28% della spesa elettrica e potrebbero subire un aumento vicino ai 390 milioni, di cui circa 100 milioni legati al commercio.
Geografia dei rincari: Verona e Vicenza in testa
La distribuzione territoriale dei costi segue la mappa economica regionale. Le province più industrializzate sono anche quelle più colpite dagli aumenti. In termini assoluti, i rincari più elevati per l’energia elettrica nel 2026 sono attesi a Verona (+294 milioni) e Vicenza (+275 milioni), seguite da Padova e Treviso.
Le previsioni e le incognite
Le stime di CNA Veneto si basano su consumi stabili rispetto al 2024 e su prezzi medi dell’energia fissati a 150 €/MWh per l’elettricità e 60 €/MWh per il gas. Ma il quadro resta fortemente incerto e legato all’evoluzione geopolitica internazionale.
L’allarme di CNA
Il quadro che emerge è quello di una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente imprese e famiglie. Per CNA Veneto, il tema non è solo congiunturale: senza interventi strutturali su approvvigionamenti, efficienza e fonti rinnovabili, il rischio è quello di una perdita di competitività per il sistema produttivo regionale e di un ulteriore impoverimento del potere d’acquisto delle famiglie.
Una prospettiva che riporta al centro del dibattito la necessità di politiche energetiche stabili e di lungo periodo.

