Attualità di Redazione , 21/03/2026 6:30

Frode fiscale, interdizione per un commercialista veneto

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Avrebbe fornito un supporto determinante al meccanismo 'apri e chiudi' di una catena commerciale cinese. Per questo motivo, dopo le indagini dei finanzieri della Compagnia di Faenza (Ravenna), è scattata la misura interdittiva dell'esercizio dell'attività professionale nei confronti di un commercialista veneto. Secondo la guardia di Finanza, il suo lavoro sarebbe stato determinante per un imprenditore cinese che, anche attraverso prestanome, aveva continuato a gestire di fatto una rete di empori con punti vendita oltre che a Faenza, a Occhiobello (Rovigo) e a Cervignano del Friuli (Udine) attraverso numerose società che, pur avendo maturato ingenti debiti tributari, non avevano mai versato le imposte.

Un sistema noto come 'apri chiudi' poiché la società indebitata viene dopo poco tempo sostituita da una nuova partita Iva. I proventi dell'evasione fiscale venivano progressivamente dirottati verso la Cina mediante fatture fittizie emesse da una fitta rete di imprese in realtà inesistenti e cioè funzionali solo a documentare costi per operazioni mai avvenute.

L'operazione, denominata 'Orient Express', in passato aveva già consentito di denunciare 20 persone a vario titolo per frode fiscale, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. E di sequestrare patrimoni illeciti per 10 milioni di euro con liquidazione dei compendi aziendali attraverso la nomina di un amministratore giudiziario.