Economia di Redazione , 20/02/2026 13:29

Lavoro in Veneto: saldo di inizio anno tradizionalmente negativo, assunzioni in lieve aumento

Infografica Bussola febbraio 2026
Infografica Bussola febbraio 2026

Il bilancio occupazionale veneto di inizio 2026 si rivela complessivamente negativo per -2.800 posizioni di lavoro dipendente. Si tratta di un risultato atteso in un periodo tradizionalmente condizionato dalle ricorrenze amministrative di fine anno, ma che si rivela anche meno favorevole di quello registrato nel 2025 (-700 posizioni lavorative). La flessione è determinata da un incremento delle cessazioni (+5%) superiore a quello registrato per le assunzioni (+1%). In aumento le conclusioni contrattuali per fine termine (+7%), le dimissioni (+4%) e i licenziamenti collettivi (poco più di 500 contro i 387 del gennaio 2025).

I contratti a tempo indeterminato registrano un saldo positivo (+4.600) ma inferiore al 2025 (+6.600), per effetto del calo di assunzioni e trasformazioni e del contestuale aumento delle cessazioni. Bilancio negativo ma in linea rispetto allo scorso anno per il tempo determinato (-7.400), mentre l’apprendistato conferma un trend negativo sia in termini di saldo (-120) che di assunzioni (-5%). Il ritardo strutturale delle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro in somministrazione consente ora di analizzare l’andamento di questa tipologia contrattuale nell’arco dell’intero 2025: la domanda di lavoro risulta inferiore a quella registrata l’anno precedente (120.800 rapporti attivati dalle agenzie venete contro le 124.700 del 2024), ma il bilancio occupazionale torna positivo (+500 posizioni lavorative) dopo un biennio con segno meno.

Il lieve aumento delle assunzioni (complessivamente 59.600 nel mese di gennaio) interessa lavoratori italiani (+2%), uomini (+2%) e over 54 (+6%). L’incidenza del part time sul totale delle assunzioni rimane elevata (25,8%), ma in leggera contrazione sia per gli uomini (dal 17,4% di gennaio 2025 al 16,6% di quest’anno) che per le donne (dal 44,4% al 42,2%).

Il bilancio occupazionale mensile è negativo in tutte le province, con l’eccezione di Vicenza (+77), e quasi ovunque in peggioramento rispetto allo scorso anno. La perdita di posti di lavoro è particolarmente elevata a Verona (-973), Padova (-909) e Venezia (-795), più lieve a Treviso (-124) e Rovigo (-107), mentre nella provincia di Belluno il saldo è pressoché nullo (-11) e sensibilmente migliore di quello del 2025 (-390). A incidere sull’andamento del bellunese è l’aumento delle assunzioni (2.300, +16%), concentrate prevalentemente nel cadorino e riferite in larga parte alle figure di hostess, steward e camerieri per l’avvio dei Giochi Olimpici invernali. L’unico altro territorio a evidenziare un aumento delle assunzioni mensili è quello veneziano (+10%), dove a pesare sono invece i picchi di contratti di breve e brevissima durata legati alle attività di produzione cinematografica.

A livello settoriale, i servizi turistici risentono positivamente delle dinamiche osservate nel bellunese e nel veneziano, registrando un aumento delle assunzioni pari al +4% e un saldo che, seppure negativo (-3.366 posti di lavoro), è migliore di quello dello scorso anno. Il turismo, insieme a editoria e cultura e servizi finanziari, è l’unico settore a mostrare tale miglioramento tendenziale tra i comparti del terziario. Assunzioni in calo nell’ambito del commercio, della logistica, dei servizi informatici e tra le attività professionali. Il settore industriale mostra nel suo complesso un calo delle assunzioni e un saldo in peggioramento, anche se positivo (+2.448). Pesano gli andamenti negativi delle costruzioni e di alcuni comparti del made in italy, in particolare l’occhialeria, che mostra una flessione occupazionale che non ha eguali negli anni precedenti, seppure numericamente limitata e in parte esito di alcuni processi di ristrutturazione organizzativa. Il metalmeccanico mostra invece una maggiore tenuta dei livelli occupazionali. Posti di lavoro e assunzioni in calo nel settore agricolo.