Manildo: "Su autonomia si rischia di avere calendari e non servizi"

"Abbiamo appreso con interesse che il presidente Alberto Stefani considera la firma di mercoledì (oggi, ndr) a Palazzo Chigi sulle quattro materie 'non-Lep', come un passaggio 'storico'. Tuttavia, a forza di vivere giornate storiche, il rischio è che ai veneti restino in mano solo i calendari e non i servizi. Chiederemo al presidente, già nel prossimo Consiglio, di spiegarci se per caso ci stiamo sbagliando noi nel ritenere questo atto l'ennesimo giro a vuoto che non porterà nulla nelle tasche dei cittadini". Così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Giovannil Manildo.
"Siamo certi che il presidente Stefani, pur nella sua sintonia con la linea tracciata dal suo predecessore Luca Zaia a Roma, vorrà 'rassicurarci' sull'efficacia immediata di questo passo. Vorremmo capire se questa 'svolta' sarà capace, già da questo bilancio, di garantire risorse concrete per le priorità che i veneti sentono urgenti ogni giorno: la casa, la salute pubblica, il contrasto al dissesto idrogeologico, le politiche per i giovani, il sostegno alle case di riposo e il potenziamento dei trasporti. Tutte materie che, al momento, sembrano restare fuori dal perimetro dei festeggiamenti romani".
Il timore "è che si stia correndo per piantare bandierine su competenze marginali - sottolinea Manildo - evitando i temi che richiedono investimenti nazionali certi: l'autonomia è una cosa seria se migliora la vita delle persone, non se serve a riempire i comunicati stampa. Mentre a Roma si firmano pre-intese su materie che non richiedono un euro di stanziamento statale, qui in Veneto dobbiamo fare i conti con i tagli ai comuni montani e con una sanità in affanno. Se è davvero un passaggio storico, i benefici si vedano subito nelle poste di bilancio: diversamente, saremo di fronte all'ennesima operazione di marketing politico che lascia i problemi esattamente dove sono".

