Cronaca di Redazione , 07/02/2026 7:00

Arrestate per l'omicidio di una 85enne, tradite da ricerche su Internet

Aula del tribunale
Aula del tribunale

Quante iniezioni di veleno per topi servono per uccidere? La candeggina nel sangue si vede dall'autopsia? Se una persona è soffocata con il cuscino si vede? Sarebbero solo alcune ricerche effettuate su Internet dalle due donne, una 37enne della provincia di Siena - legata dal vincolo familiare con la vittima - e una 25enne della provincia di Vicenza, arrestate in carcere ieri per la morte di Franca Genovini, 85 anni, trovata deceduta il 7 agosto 2024 nella sua casa di Castellina in Chianti. Le ricerche sarebbero emerse dai loro telefoni cellulari posti sotto sequestro, insieme ai computer, dopo l'avvio delle indagini. Dagli stessi apparati sarebbe inoltre emerso che le donne si sarebbero conosciute in rete a maggio 2024, soltanto tre mesi prima del presunto omicidio.

La morte di Franca Genovini - all'inizio fu detto dovuta a cause naturali, che l'autopsia smentì subito per le lesioni sul corpo - "deve essere calata nel contesto di un'azione delittuosa, nel corso della quale risulta che l'anziana donna abbia assunto, o che le siano state somministrate, benzodiazepine per via orale", ricostruisce una perizia collegiale del gip di Siena che è stata richiamata dal procuratore Andrea Boni in una conferenza stampa. Secondo la stessa perizia collegiale "pur muovendosi in un contesto diagnostico di sicura complessità, è lecito ipotizzare che la donna sia stata soffocata". Sul corpo della vittima sono stati infatti rinvenuti un foro di agopuntura sul braccio, segni sul volto e su una mano.

All'esito delle indagini "sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle due donne" spiega Boni, chiarendo che le investigazioni, coordinate dalla procura senese e condotte dai carabinieri attraverso anche la visione dei filmati della videosorveglianza, "hanno consentito di collocare entrambe le indagate all'interno dell'abitazione della Genovini la mattina del 7 agosto 2024, per un arco temporale di alcune ore, seppur non tutte in contemporanea".

La 25enne sarebbe partita da Vicenza alle prime ore del mattino con l'auto del convivente al quale avrebbe detto, mentendo, di doversi recare ad un colloquio di lavoro. "All'esito del quadro complessivo degli elementi raccolti - spiega Boni -, i fatti appaiono essere maturati nell'ambito di problemi di natura economica delle due indagate".