Politica di Redazione , 09/01/2026 10:08

Natalità in Veneto, Bigon e Luisetto: "Servono risorse vere e investimenti strutturali"

Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon
Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon

"Le dichiarazioni del nuovo assessora regionale sulla natalità e sui servizi educativi 0-6 anni vanno nella direzione giusta sul piano delle intenzioni, ma rischiano di rimanere parole vuote se non saranno accompagnate da un deciso aumento degli investimenti nel prossimo bilancio regionale”. Lo affermano in una nota Anna Maria Bigon e Chiara Luisetto, consigliere regionali del Partito Democratico, che richiamano l’attenzione sulla sostanziale immobilità delle risorse stanziate dalla Regione Veneto per la prima infanzia.

“Da anni – sottolineano Bigon e Luisetto – il Veneto investe pressoché le stesse risorse sui servizi per la prima infanzia: circa 32 milioni di euro all’anno, con qualche ritocco marginale negli assestamenti di bilancio. Una cifra ferma nel tempo, del tutto insufficiente se rapportata ai bisogni reali delle famiglie, all’aumento del costo della vita e alla gravissima crisi demografica che stiamo vivendo. Le conseguenze sono evidenti – secondo le consigliere dem -: il Veneto ha tra le rette degli asili nido più alte d’Italia, una forte precarietà lavorativa che colpisce soprattutto giovani e donne, un accesso alla casa sempre più difficile a causa della scarsità di alloggi e del caro affitti. In questo contesto, parlare di natalità senza un vero salto di qualità negli investimenti pubblici è poco credibile. Richiamo, inoltre, – specifica Bigon - la legge regionale che prevedeva esplicitamente la gratuità e un rafforzamento strutturale dei servizi educativi per la prima infanzia. A distanza di anni la gratuità non è stata realizzata e, in molti casi, le rette non sono nemmeno diminuite in modo significativo”.

“Se davvero la Giunta intende costruire un ecosistema integrato 0-6 anni – concludono  Bigon e Luisetto – è necessario sapere con chiarezza quante risorse aggiuntive intende mettere sul tavolo nel prossimo bilancio regionale. Servono investimenti molto più consistenti e strutturali: sui nidi pubblici e convenzionati, sul sostegno alle famiglie, sulla stabilità del lavoro educativo. Senza numeri certi e risorse adeguate, il rischio è che anche questa volta la natalità resti solo uno slogan. Per questo chiediamo, vista la gravità della denatalità che colpisce il Veneto, un investimento di almeno 100 milioni di euro; depositeremo quindi una interrogazione”.