Attualità di Redazione , 29/01/2026 9:22

Contratti fermi nella sanità privata e RSA: la Cisl Fp Verona denuncia il silenzio istituzionale

Infermieri

La pazienza è finita. A settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso al Ministero della Salute, il tavolo di confronto annunciato per il rinnovo del contratto della sanità privata e delle RSA non è mai stato convocato. Un’assenza di risposte che la Cisl Fp Verona definisce grave e offensiva nei confronti di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore.

«Siamo stanchi. Dopo impegni assunti pubblicamente, non è seguito alcun passo concreto», afferma Giovanni Zanini, segretario generale della Cisl Fp Verona. «È una situazione non più tollerabile: oltre 300mila dipendenti attendono da anni il rinnovo del contratto, scaduto da 8 fino a 13 anni, continuando a garantire servizi essenziali senza alcuna prospettiva di riconoscimento economico e professionale».

Secondo il sindacato, il silenzio istituzionale pesa ancora di più se confrontato con quanto sta accadendo nella sanità pubblica, dove è ormai imminente l’avvio della trattativa per il contratto 2025–2027. Nel privato accreditato, invece, chi svolge le stesse mansioni resta escluso da qualsiasi percorso di aggiornamento contrattuale, con conseguenze evidenti anche sul piano retributivo. Per alcune figure professionali, come gli infermieri, il divario salariale può arrivare fino a 500 euro al mese.

Nel territorio veronese, la mancata apertura del negoziato coinvolge numerose strutture sanitarie e socio-sanitarie accreditate. «Parliamo di presìdi fondamentali per la nostra comunità – sottolinea Zanini – come l’Ospedale di Negrar, la Casa di Cura di Peschiera, Villa Santa Giuliana, la Casa di Cura Santa Chiara, Villa Garda, la Clinica San Francesco, Città di Verona, il Centro Riabilitativo Veronese e molte altre. In queste strutture operano professionisti che meritano rispetto, ascolto e un contratto dignitoso».

La Cisl Fp Verona chiede un intervento deciso del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni affinché venga esercitata una pressione concreta sulle associazioni datoriali Aiop e Aris. Secondo il sindacato, l’accreditamento delle strutture, che operano grazie a risorse pubbliche, deve essere subordinato all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali rappresentative.

«Non accetteremo ulteriori rinvii – conclude Zanini – e siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per restituire dignità professionale a chi, ogni giorno, sostiene il sistema sanitario veronese e nazionale».