Attualità di Redazione , 21/11/2025 8:30

Nursing up Veneto: "Giù le mani da stipendi infermieri"

Un’infermiera
Un'infermiera

"A partire da novembre, le Aziende Sanitarie del Veneto attueranno un prelievo sugli stipendi degli infermieri e del personale delle professioni sanitarie che hanno beneficiato dello sgravio del 5% per la pronta disponibilità in servizio. Questo 'benefit', riconosciuto a migliaia di professionisti, era frutto del Patto della Salute Nazionale del Governo e recepito nella Finanziaria 2025 dello scorso anno" Lo denuncia il sindacato degli infermieri Nursing Up Veneto.

"Ora t- continuano - tutto viene rimesso in discussione a causa di un interpello all'Agenzia delle Entrate che ha portato al dietrofront, sostenendo che lo sgravio del 5% vale solo per i richiami in servizio; mentre lo straordinario generato dalla pronta disponibilità rientra invece nella tassazione ordinaria. Di conseguenza, tutti gli infermieri che hanno effettuato straordinari in pronta disponibilità sono ora soggetti al conguaglio fiscale, dovranno restituire quanto ricevuto. Le Aziende Sanitarie venete si stanno già attivando per il recupero delle somme percepite dai dipendenti sottoforma di sgravio applicato nel corso dell'anno" "Oltre al danno, pure la beffa per migliaia di professionisti. A livello legale riteniamo che quanto sta accadendo non solo sia profondamente ingiusto ma anche improprio sotto il profilo di legge, visto che provvedimenti di questo tipo dovrebbero essere applicati in presenza di una norma legislativa o di un pronunciamento formale del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Invece, in questo caso, ci si basa su un interpello all'Agenzia delle Entrate. Pertanto, consultati i nostri legali, il recupero avviato rischia di essere illegittimo, oltre a creare malcontento e delusione tra i lavoratori, ai quali nel nostro Paese, spesso, con una mano si dà e con l'altra si toglie" commenta Guerrino Silvestrini, segretario regionale Nursing Up Veneto.

"Questo nuovo dietrofront colpisce ancora una volta gli infermieri, già operanti in un contesto caratterizzato da forte carenza di personale e da scarsa attrattività della professione. La richiesta di restituire quanto percepito in regime agevolato, che era stato proprio riconosciuto a fronte di un maggiore impegno lavorativo, rischia di avere pesanti conseguenze sull'intero sistema sociosanitario, andando a ridurre la disponibilità a effettuare attività aggiuntive, a peggiorare le liste d'attesa per prestazioni e interventi programmati, ma anche la gestione delle urgenze; nonché a generare confusione e incertezza in un momento già critico per la sanità veneta" sottolinea Silvestrini.