La rettrice Mapelli: "Padova in prima linea per Gaza. L’Università accoglie famiglie e studenti"

«Le piazze italiane – e Padova tra queste – stanno dando prova di una sensibilità straordinaria di fronte al genocidio in corso a Gaza». Con queste parole, la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, interviene pubblicamente sulla mobilitazione che in questi giorni attraversa il Paese, richiamando il ruolo della comunità accademica nel difendere i valori di libertà, pace e solidarietà internazionale.
La rettrice ricorda come l’Ateneo patavino, fedele alla sua storia e alla sua vocazione democratica, abbia più volte preso posizione ufficiale attraverso mozioni del Senato Accademico, ma soprattutto come abbia scelto di trasformare le parole in azioni concrete. «Da quest’estate – spiega Mapelli – ospitiamo due famiglie palestinesi. Giovedì notte abbiamo potuto abbracciare una studentessa e un ricercatore arrivati da Gaza, e confidiamo di poter accogliere presto altri giovani. È un impegno che va oltre il gesto simbolico: è un dovere umano e istituzionale».
La rettrice esprime gratitudine verso tutte le istituzioni che hanno reso possibile l’apertura del corridoio umanitario-accademico, citando Crui, Ministero degli Esteri, Ministero dell’Università e, in particolare, la ministra Anna Maria Bernini, definita «decisiva» nell’arrivo degli studenti rifugiati.
Infine, un appello alla responsabilità collettiva: «Mi auguro che l’attenzione verso quanto accade a Gaza resti alta. La cultura e la scienza – conclude Mapelli – devono essere strumenti di crescita umana e civile. L’Università non può limitarsi alle aule: deve essere presidio di pace, accoglienza e giustizia».

