Cronaca di Redazione , 05/09/2022 6:51

Caro energia, le aziende del settore della Metalmeccanica chiedono la cassa integrazione

Lavoratori
Lavoratori

Il caro energia è sempre più pesante e le aziende sono costrette a fare delle scelte. Nel settore della metalmeccanica, energivoro per eccellenza, le imprese iniziano a confrontarsi con bollette da capogiro e le richieste per la cassa integrazione sono già state aperte da molti tanto che sarebbero già 1.000 i lavoratori che per un giorno a settimana o per alcune ore al giorno sono posti in questa condizione.
A lanciare l'allarme è la Cisl: “Venerdì ero in un'azienda di verniciatura - riferisce Andrea Bonato, referente per la Metalmeccanica, al ‘Mattino di Padova’ - che ha appena chiesto la cassa integrazione. Si tratta di un'azienda di verniciatura con 50 dipendenti che è passata da una bolletta energetica di 12 mila euro a una di 140 mila euro al mese. Almeno due realtà, che si occupano di fusione, a fine mese porteranno i libri contabili in tribunale. Una è di Torreglia e si è trovata a pagare una bolletta di 90 mila euro al mese, mentre ne pagava 10 mila”. 

Le aziende stanno correndo ai ripari tentando di riorganizzare il lavoro tra sospensione della produzione nell'orario in cui costa di più l'energia o chiudendo un giorno alla settimana. Questa riduzione si traduce però in un calo dello stipendio per il dipendente. “Per un lavoratore che ha uno stipendio di 1.500 euro guadagnarne mille significa non riuscire a pagare le sue bollette, quelle domestiche, che nel frattempo sono impazzite come quelle delle aziende. È chiaro che non è un problema solo italiano ma europeo e la politica deve affrontare questa situazione con dinamiche internazionali. Certo resta l'amarezza che pur essendo un paese fantastico, che potrebbe vantare il fotovoltaico e l'eolico come prima risorsa, non abbiamo mai investito su una vera rivoluzione sostenibile” spiega ancora Bonato.