Morso da un pitbull lasciato libero dal padrone: muore un pincher, il dolore di Sara

Il cane è più di un animale domestico, è più del migliore amico dell’uomo. Il cane è qualcosa di indescrivibile per molti padroni, come è indescrivibile il dolore che sta passando Sara in queste ore. Il suo piccolo amico a 4 zampe Spillo non c’è più, morso da un pitbull lasciato libero dal padrone. Spillo, martedì sera, stava giocando all’interno della proprietà della famiglia di Sara, proprio accanto alla pedonale Ostiglia a Santa Giustina in Colle. Il pitbull ha azzannato alla gola Spillo e gli ha reciso la trachea. Il piccolo grande amico di Sara, dopo che il veterinario ha detto che non ci fosse nulla da fare, è morto tra le braccia della sua padrona poche ore dopo. Il padrone del pitbull, che forse non si è accorto dell’accaduto, si è dileguato assieme al suo cane. La famiglia di Sara ha sporto denuncia contro ignoti. Sui social network ha raccolto decine di like e condivisioni la lettera d’addio di Sara a Spillo. Eccola:
“Spillo. Ehi… ti ricordi come ti chiamavo certe volte? “Riccardo”, si mi piaceva prenderti in giro perché il soprannome “Riccardo cuor di Leone” ti rappresentava proprio: avevi paura persino della tua ombra per non parlare di quando incrociavi un altro pelosetto, gatto o cane che fosse. Ti sentivi al sicuro solo in braccio e allora lì si che facevi lo spavaldo abbaiando.
Che personaggio che sei cucciolo mio! Sono passati 8 anni da quando hai invaso la nostra quotidianità e hai dato una scossa ai tuoi compagni di vita Leone e Luna (finalmente li incontrerai di nuovo e puoi farli impazzire come facevi prima). Avevi molte qualità ma la più preziosa è il sorriso: ogni volta che qualcuno di noi tornava a casa tu sorridevi! Non solo la classica codina che muovevi all’impazzata ma un sorriso ogni volta che vedevi noi… beh che dire mi manchi già! Ieri in divano credevo che prima o poi saresti arrivato a farti grattare la pancia e prendere sonno a pancia all’aria (rigorosamente russando) e invece te ne sei andato ieri pomeriggio. Te ne sei andato troppo presto, troppo.
Anche nella sofferenza hai trovato il modo di starmi accanto: quando papà ti ha portato a casa dopo essere stato attaccato tu sei venuto con le tue zampine in camera mia come per dirmi “stai tranquilla, vedi sono qui, ce la sto facendo, voglio starti accanto” e ricercavi riparo vicino a me. Purtroppo però, avevi riportato danni troppo gravi e ieri te ne sei andato. Vederti negli ultimi momenti è stato struggente ma credo anche che possa averti aiutato ad andartene in maniera più serena.
Credimi che farò di tutto per avere la giustizia che meriti. Non è giusto quello che ti è successo.
Vi chiedo di stare attenti ai vostri animali quando magari li portate a camminare ma soprattutto di rispettarli sempre.
Ti porto nel cuore Spillo, vicino a Luna e Leo. Siete sempre con me, in ogni momento. Grazie per avermi dato un affetto che a parole non so spiegare. Grazie per avermi permesso di accompagnarti a casa nostra anni fa. Grazie per avermi regalato il tuo amore incondizionato per 8 anni e 8 mesi”.

